Berlino 2026, primo dell’anno, metre fuori faceva un gran freddo, noi in pigiama abbiamo partecipato al matrimonio di Barbie e Ken.
C’è stato un rinfresco meraviglioso e una parata di Barbie a cavallo di unicorni e cavalli alati, seguito dai cagnolini, dal più grande al più piccolo. Anche Barbie ballerina era a cavallo col suo tutù di tulle.
Poi, un animale magico-mitologico è entrato in scena. Era un “Aquasidato”. All’inizio mi pareva avesse la faccia di mio figlio. Ma, a guardar bene, no, era proprio un autentico, rarissimo Aquasidato. Ne esistono pochissimi al mondo. Anzi, ne è rimasto solo uno. Si trasforma in tutto, mangia ogni cosa, ha il potere di tutto e “la pelle di tutto”. Sa persino parlare ed è capace di ogni tipo di magia.
Mentre l’Aquasidato affamato mordeva un muretto di mattoncini Lego, ops, è partito un dentino… Bisogna allertare subito la fatina, che questa notte passerà attraverso i vetri delle finestre chiuse sbattendo ali di libellula e lasciando dietro di sé una scia argentea di stelline e con le mani piccine, spingerà usando tutta la sua forza un sacchetto di caramelle gommose sotto al cuscino.
Poi Eli si è messa a ridere. Eli è la figlia di mia figlia. Ebbene sì, sono già nonna. In effetti, l’esser diventata mamma e nonna per me è stato un tutt’uno. Lanciata in aria e ripresa da manine cicciottelle, Eli chiudeva e apriva gli occhi e rideva, rideva, anche se non ha le batterie.
Per un attimo mi è parso fosse una bambina vera. “Guarda, sembra che stia ridendo davvero, sembra una bimba vera!”. “Mamma, cosa dici? Certo che è vera, non vedi che è viva?”.
Scema che sono… come ho fatto a pensare che Eli non fosse viva?
Poi il tunnel giocattolo Ikea è diventato una tac, dentro la quale l’Aquasidato doveva essere messo per un esame veterinario. Bisogna operare d’urgenza! Eli, vai nel tuo lettino, la tua mamma dottoressa deve correre a operare! L’Aquasidato si dimena nel tunnel e si rovescia giù dal materasso, in un attimo balza fuori ed è la dottoressa ora ad essere nel tunnel. Ne esce trasformata in un bebè.
Devo ammettere che a questo punto mi sento un po’ disorientata. Tutto cambia e si trasforma così velocemente. Mi ritrovo stanca nemmeno avessi lavorato per due giorni senza pausa. Giocare è una gran fatica! Vedere oggetti di plastica dove loro vedono unicorni, vedere carta da parati dove loro vedono fatine. Vorrei essere capace ancora di entrare nel mondo magico a cui loro hanno accesso. Me ne arrivano invece solo frammenti, e quando cerco di afferrarli si dissolvono, come gli anelli di fumo del Brucaliffo.
Loro cresceranno e pian piano Eli smetterà di ridere, le Barbie non saranno più in grado di cavalcare unicorni e l’ultimo esemplare di Aquasidato scomparirà per sempre dal mondo.
Allora il nostro diventerà un appartamento come un altro, certamente più ordinato di com’è ora e io potrò finalmente riposare un po’.
Mestizia.

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